Dopo più di cinquant’anni, una storia di amicizia e memoria riemerge dal passato e attraversa la Sicilia. Silvia Ventimiglia, catanese, lancia un appello per ritrovare Ninfa, la sua ex compagna di banco, una bambina proveniente da Santa Ninfa che fu ospitata a Catania dopo il terremoto del Belice del 1968.
Era il 1969 — o forse la fine del ’68 — quando Ninfa arrivò nel capoluogo etneo insieme ad altri piccoli sfollati delle zone devastate dal sisma. Frequentò la Prima e la Seconda Elementare all’Istituto “Maria Ausiliatrice” di Catania, una scuola salesiana molto nota in città, dove nacque una forte amicizia con Silvia.
Verso la metà del 1971, infatti, Ninfa tornò con la sua famiglia nella zona del Belice. Da allora, nessun contatto.
Oggi Silvia, che porta ancora nel cuore il ricordo di quella bambina, chiede aiuto per ritrovarla o sapere che fine abbia fatto.
Ninfa, secondo quanto ricorda Silvia, era una bambina dal viso dolce e inconfondibile: capelli biondissimi e cortissimi, carnagione scura e occhi verde acqua. All’epoca aveva circa sei anni, quindi dovrebbe essere nata intorno al 1963 e oggi avrebbe circa sessantadue anni.
Il suo nome di battesimo — Ninfa — e il paese d’origine, Santa Ninfa, sono gli unici dati certi. Il cognome è purtroppo sconosciuto, ma potrebbe essere ancora rintracciabile negli archivi della scuola “Maria Ausiliatrice” di Catania, che in quegli anni accolse diversi bambini provenienti dalle aree terremotate del Belice.
Una fotografia dell’epoca, scattata all’interno dell’istituto, testimonia la presenza di Ninfa: è la bambina con i capelli molto corti nella fila in alto, seconda da destra.