Salaparuta celebra il 58° Anniversario del terremoto nella Valle del Belice

Immagine articolo: Salaparuta celebra il 58° Anniversario del terremoto nella Valle del Belice

Anche l’amministrazione comunale di Salaparuta è scesa in campo ieri per celebrare il “58° Anniversario del terremoto nella Valle del Belice”.

La manifestazione si è incentrata su due “momenti altamente significativi”.

Prima la “Deposizione di una corona di alloro” presso il monumento alle Vittime del Terremoto (raffigurante la “Madonnina” in fili di rame, benedetta, nel 20 novembre 1982, da Papa Giovanni Paolo II in visita nel Belice).

Il monumento comprende la lapide in marmo che riporta tutti i nomi delle vittime del tragico sisma del 1968.

La corona è stata deposta dal sindaco di Salaparuta Michele Antonino Saitta.

A seguire è stata celebrata la Santa Messa, presso la Chiesa SS. Trinità.

Ad officiare il rito: Monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, coadiuvato dal parroco di Salaparuta Padre Giovanni Butera.

“Oggi facciamo memoria del terremoto del 1968-ha esordito Monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo di Mazara del Vallo-, ricordiamo quanti hanno perso la vita sotto le macerie, ma ricordiamo la rinascita e quanti si sono adoperati per la ricostruzione del nostro territorio. Il sindaco Saitta, prima della celebrazione, ha deposto una corona nel luogo dove San Giovanni Paolo ll, in visita al nostro territorio,  ha celebrato la Messa per dare forza e assicurare la vicinanza della chiesa. Il papa-ha rimarcato il vescovo Giurdanella- nell'omelia tra l'altro ha affermato: la ricostruzione materiale si attuerà' in modo soddisfacente e darà frutti durevoli se poggerà' sulla salda roccia dei valori morali..."

Il Vangelo della liturgia odierna-ha continuato il Vescovo Giurdanella-ci consegna tre verbi:
Accostarsi, sollevare e prendere per mano.

L’accostarsi- indica vicinanza, attenzione, prossimità tutti elementi di cui abbiamo bisogno oggi.
Sollevare, mettere in piedi, vuol dire: creare opportunità lavorative per risollevare il nostro territorio, creare alleanza tra tutte le forze vive, progettare un futuro per impedire lo spopolamento delle nostre cittadine.
Prendere per mano vuole significare: accompagnare uno sviluppo sostenibile, basato sulle potenzialità del territorio del Belice che sono: agricoltura e turismo.
E poi ancora la viabilità, le comunicazioni, l'accoglienza, la sinergia, il lavorare in rete superando ogni sterile contrapposizione o campanilismo.
È urgente-ha sottolineato il Vescovo Giurdanella- da parte di tutti mettersi in gioco. Senza piangersi addosso, con creatività intelligente. Con una progettualità che guardi il territorio, disposti a vincere la solitudine dell'irrilevanza e dell'invisibilità'. Pronti a lavorare insieme individuando le linee comuni da tracciare e le scelte concrete da compiere. Questa celebrazione-ha concluso il Vescovo Angelo Giurdanella- ci aiuti ad abbattere il   muro dell' individualismo e ad aprire una breccia con il cemento della concordia e della responsabilità. Perché ognuno di noi veda ciò che deve fare e abbia la forza di compiere ciò che ha veduto. Questo è l'augurio, questo vuole essere il nostro comune impegno”.

“Il terremoto nella Valle del Belice-ha sottolineato il sindaco di Salaparuta Michele Antonino Saitta- è stata una tragedia che ha segnato profondamente questa terra e le sue comunità. Il ricordo delle vittime e delle sofferenze subite, tendopoli prima baraccopoli dopo e la lunga fase della ricostruzione, con stillicidio di risorse stanziate dallo Stato, ci richiama al dovere della memoria, ma anche a quello della responsabilità pubblica. Ricostruire non significa solo rialzare gli edifici, ma restituire dignità, sicurezza e futuro ai territori. Nel ricordo del Belice-ha concluso il sindaco Saitta-rinnoviamo l’impegno delle istituzioni a non dimenticare e a lavorare perché tragedie simili trovino risposte più rapide, giuste e solidali”.

Per il coordinatore dei sindaci del Belice Nicola Catania, presente a Salaparuta, “il 58° anniversario del terremoto  deve essere soprattutto il momento per rilanciare la vertenza della Valle del Belice. Per chiudere al più presto definitivamente questa vergognosa vicenda della ricostruzione. Grazie al Vescovo Giurdanella per essere sempre vicino alle nostre popolazioni, grazie al sindaco di Salaparuta Saitta”. 

Presenti in chiesa, per la celebrazione Eucaristica: il sindaco di Partanna Francesco Li Vigni, il vice sindaco di Poggioreale Giovanni Vella, Ernesto Raccagna, vice Presidente del Libero Consorzio comunale di Trapani, il comandante della stazione carabinieri di Salaparuta Salvatore Iacovella, il presidente del consiglio comunale di Salaparuta Sarah Crocchiolo, gli assessori comunali Manuela Augello e Giuseppe Roppolo, i consiglieri comunali Agata Pizzolato, Antonia Maltese, Giuseppe Palazzolo, Patrizia Santangelo. Presente anche il baby sindaco: Vito Capo.

La manifestazione di Salaparuta è stata organizzata dal comune, in  collaborazione con la Protezione Civile Regione Siciliana (presente Antonio Parrinello).

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