Domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, torna l'appuntamento con l'Azalea della Ricerca promossa dalla Fondazione AIRC. Il comitato locale di Menfi, guidato dalla delegata Concetta Piazza, sarà presente presso San Giuseppe dalle ore 8:30 alle 13:00. All'iniziativa prenderanno parte anche i volontari Giusi Gulino, Lina Guzzardo, Marta Noto, Rosalia Masanelli, Serena Gatto, Rita Santangelo, Franco Gatto e Riccardo Viviani.
La distribuzione delle piantine avverrà a fronte di una donazione minima di 18 euro, interamente destinata a sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne. A livello nazionale, la Fondazione AIRC colorerà oltre 4.000 piazze italiane distribuendo 600.000 azalee.
Secondo i dati diffusi da AIRC, nel 2025 in Italia sono state stimate 179.800 nuove diagnosi di cancro nelle donne, colpendo circa una donna su tre nel corso della vita. I fondi raccolti dalla campagna, che negli anni hanno superato i 320 milioni di euro, sono volti a garantire continuità al lavoro dei ricercatori impegnati nel miglioramento della prevenzione, della diagnosi e della cura.
Il comunicato ufficiale diffuso dalla Fondazione riporta diverse testimonianze dirette sull'impatto della ricerca, tra cui quella di Camilla Nero, ricercatrice AIRC presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. La dottoressa Nero afferma: "Grazie al sostegno di AIRC sto lavorando a un progetto per comprendere il ruolo dell’analisi del DNA tumorale sulla scelta dei trattamenti post-operatori più adatti per le donne con carcinoma ovarico iniziale. Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando terapie inefficaci per alcune pazienti e migliorando la qualità della vita. Fare ricerca per me non è solo un lavoro, ma un modo di vedere il mondo, una commistione di curiosità e resilienza".
L'agenzia evidenzia inoltre la storia clinica e personale di Eleonora, che a 23 anni ha scoperto di avere una leucemia linfoblastica acuta, superata grazie a un trapianto di midollo donato dalla sorella Federica. Sull'intervento Eleonora riferisce: "Siamo sempre state molto unite, quasi in simbiosi, ma adesso lo siamo ancora di più. Il post intervento è stato duro, ma ero preparata, e con il passare del tempo è diventato tutto più facile". Riflettendo sul prosieguo della propria vita, culminato con la nascita della figlia, conclude: "Devo ai medici, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che di bello sto vivendo adesso, e che riempie di un profondo significato la mia quotidianità".