Catanzaro: “Disservizi sulla tratta ferroviaria Agrigento-Palermo. Basta propaganda”

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“Nel dicembre 2023 il governo regionale esultava per la tratta Agrigento-Palermo-Punta Raisi. A distanza di mesi la realtà è ben diversa”

E' quanto contiene un'interrogazione dell'Onorevole Michele Catanzaro, Capogruppo Pd all'Ars, che ha raccolto la legittima protesta di studenti e lavoratori. Oggi siamo di fronte ad una serie di disagi quotidiani vissuti dai pendolari sulla tratta ferroviaria Palermo–Agrigento.

Secondo le segnalazioni dei fruitori della tratta Palermo-Agrigento – dice Catanzaro - ci sarebbero ritardi sistematici di 30, 60 minuti, soppressioni improvvise e una gestione del servizio che si ripercuote negativamente sulla vita di centinaia di cittadini che ogni giorno si spostano per studio e lavoro, stanno generando un vero e proprio stato di emergenza sociale. Una situazione ormai insostenibile – sottolinea Catanzaro - che richiede un intervento immediato da parte dell’Assessorato regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità”.

“Il Comitato Pendolari Palermo–Agrigento e Agrigento–Canicattì – aggiunge - denuncia da mesi questa situazione e ha più volte sollecitato un incontro con l’assessore Alessandro Aricò, senza ricevere alcuna risposta. È inaccettabile che cittadini che pagano regolarmente abbonamenti siano costretti a chiedere permessi sul posto di lavoro e di studio o a ricorrere ad altri mezzi per raggiungere la propria destinazione, con costi aggiuntivi e stress crescente. Le segnalazioni che riceviamo – continua - parlano anche di una totale assenza di riscontro istituzionale: email ignorate, richieste rimaste senza risposta, e una percezione di abbandono che mina la fiducia nei confronti delle istituzioni regionali”.

Catanzaro chiede formalmente all’assessore Aricò di convocare con urgenza un tavolo tecnico con i rappresentanti dei pendolari e di fornire risposte concrete e tempestive, effettuando interventi concreti e cancellando quei sorrisi propagandistici che il governo Schifani ci propina ogni giorno, ben lontani dalla realtà dei fatti. “La mobilità interna – conclude - non può essere trattata come un tema secondario: è una questione di dignità, di diritto alla mobilità e di rispetto verso i cittadini siciliani”

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